Warcraft – l’inizio

warcraft-linizio-poster
Come avevo annunciato su Facebook, sono andata a vedere Warcraft al cinema.
Premetto dicendo che mi aspettavo un film bellissimo dal punto di vista grafico ma pessimo per quanto riguarda la storia. E avevo ragione solo a metà. Infatti devo dire che sono rimasta molto sorpresa, ma tutto sommato il film mi è piaciuto.

La storia
Non spoilero, come sapete è contro la mia politica. In breve però posso dire quello che vedete anche nel trailer: al centro della narrazione troviamo uno scontro tra orchi e umani. Ovvero: gli orchi arrivano su Azeroth e iniziano e distruggere e conquistare, come fanno sempre gli orchi; gli umani cercano di difendersi e reagiscono alla violenza con la violenza, ma a quanto pare la situazione non è così semplice come sembrerebbe all’inizio e orchi e umani magari hanno qualcosa in comune su cui lavorare. Questo porterà alla pace? ve lo dico prima: no. Va bene tutto, ma parliamo di Warcraft, e devono tirarci fuori almeno una trilogia, non possiamo avere un lieto fine, pure scontato, già al primo film.

I protagonisti
Abbiamo tutti i personaggi classici, solo che sono tutt’altro che scontati. L’orco sa mettere da parte il tipico orgoglio guerriero per il bene del suo popolo, l’umano arriva a sacrificare sé stesso e quello in cui crede per colpa del potere… non c’è un buono o un cattivo ben definito e delineato, solo due punti di vista, due popoli che cercano di ottenere ciò che è meglio per sé.
Ovviamente, questo film è incentrato su orchi e umani, e le altre razze dell’universo di Warcraft si vedono solo di sfuggita. Probabilmente verranno sviluppate nei prossimi film, anche perché la situazione umani.orchi è rimasta talmente aperta che è logico e naturale aspettarsi l’intervento degli altri popoli dell’Alleanza. Anche se dal lato dell’Orda ci sono solo orchi per ora.

Cosa mi è piaciuto
La storia è articolata, cosa che come dicevo non mi aspettavo per niente. E i personaggi sono tridimensionali, hanno i loro lati positivi e negativi, hanno le loro luci e il loro buio, come persone reali e non come gli eroi e i cattivi sulla carta, per cui tutto è bianco o nero. In più il finale è apertissimo. Sinceramente, se la situazione iniziale fosse stata risolta nell’arco di un film di due ore e mezza ci sarei rimasta male. Tutta la situazione è troppo complessa perché fosse sciolta così in breve, anche se alcuni punti si intuivano da subito. Il motivo dell’arrivo degli orchi si capisce abbastanza all’inizio, ma da lì a dire che il film è scontato mi sembra molto esagerato. In un paio di punti io mi sono addirittura commossa, e nonostante quello che dicono un paio di amici “nerd” sono uscita dal cinema decisamente soddisfatta.

Cosa non mi è piaciuto
Un po’ mi è dispiaciuto non averlo visto in 3D, ma a parte questo non ho trovato pecche gravi. Ok, un paio di cose scontate c’erano, ma in un film del genere non mi aspetto niente che mi faccia riflettere sul senso della vita, perciò va bene così.

Voto
8/10
Ve lo consiglio caldamente se vi piace il genere, e naturalmente apprezzo tantissimo i vostri commenti!

Alice attraverso lo specchio

alice

Come avevo già annunciato sulla pagina facebook, sono andata a vedere il nuovo film su Alice. Siccome il trailer in Imax lo faceva sembrare fichissimo, l’abbiamo visto in Imax. Peccato che tutto quello che effettivamente valeva la pena di vedere in Imax l’hanno messo nel trailer. In pratica, secondo me, un normale 3D rende lo stesso benissimo.

Inutile dire che la storia non ci azzecca niente con il libro di Lewis Carroll, chi è rimasto deluso dal primo film è stato avvertito, e non può proprio lamentarsi di questo: ormai lo sappiamo, Tim Burton prende ispirazione per raccontare la sua storia.

La storia
Mi rifiuto di spoilerare, ma come dicevo Burton propone una storia originale, coinvolgendo il personaggio del Tempo (che per quanto mi sforzi di ricordare nei libri non c’era), coi suoi buffi aiutanti, che danno il maggior contributo al lato comico. Il tema del film infatti pare essere la natura del tempo: è un tiranno? è un ladro, come afferma Alice all’inizio del film? O è uno spilungone tutto vestito di nero? Burton propende per l’ultima risposta, in ogni caso il Tempo vi sorprenderà.
Ci sono parecchi riferimenti alla storia precedente, e ho molto apprezzato che si spiegano alcune cose del primo film che parevano inspiegabili (voglio dire, erano così nel libro e nessuno si era mai preoccupato di dare spiegazioni). Inoltre viene spiegato all’atto pratico il rapporto causa-conseguenza all’interno della storia: se fai qualcosa, questa avrà una conseguenza, e quello che accade ora è conseguenza di quello che è successo in passato. Nessuno è sempre stato cattivo, o buono, o matto, etc. Tutti siamo frutto di un’evoluzione, e tutti possiamo ancora cambiare.

Cosa non mi è piaciuto
Quello che succede nel “mondo reale” è completamente fuori di testa. Mi ha dato l’impressione di essere messo lì perché sì. E il fatto che Alice vestisse alla maniera cinese credo fosse un regalo per far divertire i costumisti, perché non ha altra spiegazione logica.

Cosa mi è piaciuto
Il finale inaspettato. Non il finale finale. Come finiscono le cose nel Paese delle Meraviglie. Sono rimasta per un istante senza fiato, come i bambini che ancora non sanno che tutte le storie hanno un lieto fine e ancora non sono entrati nel meccanismo “il protagonista non può morire!” e cavolate simili.La cosa più bella di questo film infatti è che riesce a restituire la Meraviglia, con la M maiuscola.

Voto
Direi un 8/10, perché mi è piaciuto molto, ma come ho spiegato avrei qualcosa da ridire.

Come sempre, se qualcuno di voi l’ha visto e vuole lasciarmi un suo commento, a me fa piacere. In caso contrario, buona visione!

Pan – Viaggio sull’Isola che non c’è

Pan

Siccome avevo letto sul giornale un’intervista di Wolverine, cioè intendevo Hug Jackman, su questo film, quando mi è capitata l’occasione di vederlo non ho saputo resistere. Diceva che era una storia che parlava di chi non vuole crescere, ma a parte che “get older” qua ha tutto un altro significato, l’argomento viene accennato a malapena.
Avrei fatto meglio a guardarmi una puntata del Dottor Who.

Ma cosa avranno mai fatto di male per indurre una tale reazione?

1) La storia è del tutto stravolta. Parla delle origini di Peter Pan ma non c’entra nulla su quello che potrete mai trovare nei primi capitoli del libro scritto da Barrie. E ok, tanto nessun film rispetta mai quello che dice il libro.
2) Il cattivo, Barbanera, interpretato appunto da un irriconoscibile Hug Jackman ha una personalità non meglio definita. Ovvero, per un istante si capisce perché fa tutto il casino che fa, ma approfondimento psicologico zero. E dire che ci saremmo accontentati del classico monologo-spiegone, mica c’era bisogno di chissà che.
3) Troviamo Uncino tra i buoni (che poi, o me lo chiami Giacomo Uncino o me lo chiami James Hook, ‘sto James Uncino mescolato a me non è piaciuto per niente), e dato che si tratta delle origini di Peter Pan tutti ma proprio tutti si aspettavano di vedere il perché Uncino voglia poi far fuori il caro Peter. E rimarrete delusi fino all’ultimo. Lo scambio finale è tragicomico. Peter: “Resteremo amici per sempre, vero Uncino?” Uncino: “Certo, che cosa può andare storto?”. Hai presente tutti quei coccodrilloni?

Ma vabbè, a parte questo la morale della storia è che la storia secondo me è stata raccontata nel peggiore dei modi possibili, con Peter attesa come una specie di Messia ma che di fatto non fa un bel niente se non la parte del cheerleader. E come le fate potevano cavarsela da sole, noi potevamo benissimo guardare qualcosa d’altro.

Grimm – Non è solo una fiaba

Tralasciamo il fatto che ho abbandonato il blog per quasi un anno, diciamo che ho attraversato una specie di crisi esistenziale…

<

Oggi vi voglio parlare di una serie televisiva che mi ha appassionato molto nelle ultime settimane: Grimm.

Grimm

L’idea di base è questa: le fiabe non sono sole fiabe, ma le creature mostruose o meravigliose di cui raccontano esistono davvero. I Grimm sono una stirpe con la straordinaria capacità di distinguere queste creature dai comuni mortali, cosa che gli esseri umani non sono in grado di fare. Di generazione in generazione, un Grimm trasmette i proprio poteri e le proprie conoscenze a un altro Grimm della famiglia, un figlio o un nipote, così che nei secoli il loro sapere segreto non vada perduto. Compito dei Grimm è trovare e uccidere “I Maligni”, che all’insaputa del genere umano controllano tutti i centri di potere del globo: organizzazioni internazionali, multinazionali, governi, tutto è in mano alle case regnanti (i vecchi nobili europei), i massimi esponenti dei Wesen, le creature a cui i Grimm danno la caccia.

Nick non sa di essere un Grimm, fa il poliziotto a Portland e la sua vite è sempre stata normale nonostante abbia perso i genitori da ragazzino. Tutte le sue certezze però verranno sconvolte quando l’anziana zia Marie arriva a Portland con la sua roulotte, e degli sconosciuti cercano in ogni modo di ucciderla.

Ho trovato molto affascinante questo recupero in chiave moderna delle fiabe, e man mano che si va avanti le cose si complicano in diversi modi, perché la maggior parte delle persone è all’oscuro della verità, poiché creerebbe panico, c’è chi vede qualcosa e crede di essere pazzo, ci sono rivelazioni e scene pressoché simili ogni volta che un nuovo personaggio viene messo al corrente di quello che sta effettivamente accadendo a Portland (da quando Nick acquisisce i poteri di un Grimm “attira” i Wesen e si moltiplicano gli efferati omicidi su cui si trova a indagare), ma tutto sommato la trama tiene, soprattutto perché c’è un filo conduttore che rende le puntate qualcosa di più di storielle a sé stanti. Proprio per questo motivo, ogni serie termina con un cliff-hanger e quello alla fine della terza è piuttosto frustrante, perché ribalta completamente la situazione.

Io aspetto con ansia che inizi la quarta, speriamo che non facciano scherzi!

The slayers

Ultimamente mi sento un po’ nostalgica, così sono andata a recuperare su youtube (viva chi se l’è inventato) un po’ di cartoni animati che vedevo da bambina. Uno che non vedo da un po’ in tv è The Slayers, in italiano Un incantesimo dischiuso tra i petali del tempo per Rina, o almeno quando ero piccola io. Stando a wikipedia l’hanno rimandato in onda con il titolo inglese.

Non per fare la vecchia, ma i cartoni animati di una volta non sono come quelli di adesso (ok, sto facendo la vecchia). Sarà che quelli li ho visti per la prima volta da bambina mentre quelli che vanno in onda adesso li vedo con gli occhi di una persona adulta, ma in ogni caso non è la stessa cosa, nonostante la censura di Mediaset, che ha fama di essere sempre stata pesantissima.

 

Vi lascio la sigla iniziale in italiano, forse la cosa che rendeva questo cartone così affascinante, e torno a guardarmelo! Enjoy 😉

The slayers – sigla iniziale

Hansel e Gretel cacciatori di streghe

Immagine

Hansel e Gretel vengono abbandonati di notte nel bosco dal padre, trovano la casetta di marzapane e vengono imprigionati dalla strega che vuole mangiarseli, ma riescono a ribellarsi alla vecchia megera e nel forno ci fanno finire lei.

Nella fiaba i bambini tornano a casa e vivono felici e contenti. Ma non è andata proprio così, almeno non secondo Tommy Wirkola, regista di questo improbabile sequel della storia che tutti conosciamo bene. Infatti i due fratellini crescendo diventano esperti cacciatori di streghe, che viaggiano di villaggio in villaggio facendole fuori e raccogliendo ricompense per il loro lavoro.

Quello che i due non sanno è cosa è successo veramente quella notte, e perché mai i loro genitori abbiano deciso di abbandonarli nel bosco. Inoltre, su di loro la magia delle streghe non ha alcun effetto.

Alle prese con il più grande dei sabba mai organizzato dalle loro acerrime nemiche, i due fratelli dovranno affrontare il loro passato oltre che salvare i bambini del villaggio.

La storia a tratti lascia grossi punti interrogativi, ma si lascia seguire, e il sabba con le streghe provenienti da tutto il mondo è degno di nota, varrebbe la pena guardarlo anche solo per questo. Ovviamente, non ci si può aspettare chissà quali sviluppi da un film che prende una classica fiaba dei fratelli Grimm per sviluppare una storia che ha poco a che vedere con quella originale (ricordiamo che i due fratellini erano abbandonati nel bosco perché i genitori erano poveri e non potevano mantenerli), e quindi si può chiudere un occhio sulle armi da fuoco che Hansel porta con sé – restano impressi una specie di bazooka e la mitragliatrice – nonché sul fatto che tutti i dolci mangiati nella casetta di marzapane l’hanno fatto diventare diabetico.

In fin dei conti, se il film viene preso per quello che è, e non troppo seriamente, lo spettatore non resta neanche deluso.

Lo Hobbit

Lo HobbitSe siete fan sfegatati di Tolkien vi verrà senza dubbio una mezza gastrite, ma dovreste essere già abituati al fatto che la filologia ha ceduto il passo alla spettacolarizzazione, come tra l’altro è successo già con “Il signore degli anelli”. Ma in fondo da un film un po’ ce lo si aspetta.

La cosa più deludente è stata la canzone dei nani tradotta in italiano, che a sentirla in inglese è davvero tutta un’altra storia, ma per il resto il film è veramente bello. Ovviamente il film in quanto tale, se lo vedete da spettatore che non conosce la storia e non ha letto il libro, anche perché sono mischiati anche avvenimenti di cui si parla nel Silmarrillion. Divertentissimi i nani, anche se non credi rispettino molto i loro equivalenti letterari, in particolare il principe figo, che non è esattamente come ci si aspetterebbe da un nano (anche se io non mi lamenterei).

Che altro dire? Io lo andrò a vedere sicuramente un altro paio di volte, e consiglio anche a voi di provare, perché merita. Unico fastidio è la valanga di maledizioni a Peter Jackson per aver fatto di nuovo una trilogia quando poteva essere un film solo.

Aspetto i vostri commenti 🙂

T.

Hotel Transilvania

L’altra sera con degli amici abbiamo deciso di passare una serata un po’ così e ce ne siamo andati a vedere Hotel Transilvania.

A parte il cinema parrocchiale che è sempre una garanzia, perché è molto più grande di quanto non ci si aspetti e si trovano sempre posti centrali e non sotto lo schermo, devo dire che ci siamo divertiti parecchio.

Per chi volesse andare a vederlo, non sto qua a raccontare la storia, solo vi dirò che potrete scoprire un lato inaspettato di Dracula e se non siete dei puristi (nel qual caso, non fa proprio per voi) vi farete anche grasse risate!

In breve: il Conte Dracula ha una figlia che adora e che vuole proteggere dai malvagi esseri umani, per questo costruisce un castello-hotel in un luogo nascosto in cui tutti i mostri possono passare qualche giorno di tranquillità al sicuro dai mortali. Gli anni passano e tutto è pronto per festeggiare il 118 compleanno della piccola Mavis, ma un arrivo inaspettato stravolgerà i piani del conte e lo costringerà a rivalutare gli esseri umani. Tutta colpa di uno zing!

Buona visione!

Titania