The Kanes Chronicles – La Piramide di Fuoco

IMG_1763Anni fa, lessi per la prima volta Rick Riordan, l’autore della saga di Percy Jackson. Come avevo detto, mi ero segnata i suoi libri tra quelli che, un giorno, avrei regalato ai miei figli. Ora, per caso, mi sono trovata a leggere una nuova serie nata dalla penna di Riordan, stavolta dedicata alle divinità Egizie. In realtà non tanto per caso: ho visto su Tumblr un post che invitava a leggere questa serie perché meritava, e siccome trovo la blogger in questione estremamente affidabile sono andata in biblioteca a cercarli per vedere di persona se è vero. Lo è.

Intanto, l’intera narrazione viene presentata come la trascrizione di una storia registrata a voce, raccontata dai due protagonisti, Carter e Sadie Kane. I diversi capitoli sono raccontati a turno dai due, che si interrompono e correggono a vicenda di tanto in tanto. Dopo la scomparsa del padre, che sembra aver architettato una specie di attentato al British Museum di Londra, scoprono che gli dèi egiziani esistono davvero e di tanto in tanto interferiscono con il mondo dei mortali (NB: non sto dicendo niente che non troviate sulla quarta di copertina).

I temi trattati sono importanti: il rapporto genitori figli, il rapporto fratello-sorella, tanto più difficile visto che i ragazzi si vedono due volte l’anno, i problemi legati alla crescita e all’adolescenza, come per esempio la sensazione di essere goffi e inadeguati e sentirsi costantemente fuori posto per scoprire che tutti hanno passato e passano difficoltà molto simili alle nostre e chiunque è ben lontano dall’avere una vita perfetta, la gestione dei rapporti con gli adulti in generale in una fase della vita in cui non si è ancora davvero grandi ma neanche più bambini. Pian piano Carter e Sadie scoprono quante cose hanno in comune al di là delle differenze e che lavorando insieme possono fare grandi cose.

Cosa mi è piaciuto
I personaggi sono scritti molto bene, nelle loro sfumature caratteriali, hanno i loro difetti e i loro pregi, sono tridimensionali, non restano nella dicotomia buono-cattivo. Anche i buoni hanno i loro difetti e a volte si comportano male, e anche i cattivi hanno i loro lati positivi, come nella vita. Ed è molto importante far emergere questo in un libro destinato ai ragazzi, che tendono a vedere tutto o bianco o nero.
In più la storia è originale, stimolante, scritta come un mistery: il lettore è spinto a ragionare assieme ai protagonisti, e cerca assieme a loro di dipanare la matassa nella quale si ritrovano ingarbugliati.

Cosa non mi è piaciuto
La solita tendenza a rovinare l’inizio della storia: spiattellano in copertina i primi 2-3 capitoli riassunti in una frase e finisce che non te li godi perché aspetti l’evento di cui già sai perché l’hai letto ancora prima di aprire il libro.

Voto: 10/10
Uno di quei libri che chiudi con un sorriso. E in questo caso, con la voglia di mettere subito le mani sul libro successivo della serie.

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