The mortal instruments, la prima serie di Shadowhunters

Altrimenti detti: Città di Ossa, Città di Cenere e Città di Vetro.

shadowhunters

Perché l’ho letto

Tutta colpa di Tumblr. Sì perché ormai sono drogata di quel social (qui trovate il mio blog su Tumbl, a proposito), e tutti vanno matti per Cassandra Clare e i suoi libri a quanto pare. E dato che mi è capitata tra le mani la prima trilogia, ho pensato perché no? E sono andata in giro per una settimana con sto librone sottobraccio (dopo Terramare, oramai mi sono fatta i muscoli).

 

 

Cosa mi è piaciuto

Per prima cosa, il fatto che la storia è parecchio complicata, ma torna sempre. Ci vuole tutta la trilogia perché il problema principale venga risolto (guardatemi mentre faccio i salti mortali per non spoilerare), ma in ogni libro si chiarisce qualcosa. In breve, Cassandra Clare è brava a ottenere il giusto equilibrio tra la suspence necessaria per indurmi a comprare il libro successivo (il che è nche giusto, visto che ci campano gli autori coi loro libri) e la soddisfazione, il senso di compiutezza che si prova alla fine di un libro. Ed è stata anche brava a tenersi aperto uno spunto per proseguire (come poi ha fatto, credo siano tre trilogie pubblicate, ad ora).
Poi mi è piaciuto come tratta le differenze tra le razze soprannaturali e quelle tra i personaggi, anche all’interno della propria razza. Anche se si tratta di protagonisti adolescenti, età in cui si vede tutto o bianco o nero, l’autrice si impegna molto a spiegare e a far scoprire ai suoi protagonisti che ci sono un’infinità di sfumature nel mezzo, e che quello che siamo è soprattutto il frutto delle esperienze che abbiamo vissuto e delle situazioni che ci siamo trovati ad affrontare. Esistono il bene e il male assoluti, ma non sono di questo mondo. Chi ha sangue umano nelle vene si troverà sempre da qualche parte nel mezzo.
Infine (non mi metto ad elencare tutto, queste sono le cose più rilevanti secondo me) mi è piaciuto come sono stati caratterizzati i personaggi. Cioè, non solo i personaggi principali, ma anche quelli secondari hanno uno spessore psicologico, sono persone in evoluzione “fotografate” in un certo momento della loro vita. Erano qualcuno prima e saranno qualcuno dopo (se sopravvivono, che in questi tipo di libri ci sono sempre un sacco di morti, scusate il mini spoiler ma vi dovevo avvisare). Solo le comparse non sono ben definite, degli altri abbiamo sempre un background.

Cosa non mi è piaciuto

In realtà, niente. Devo dire che è stato meglio di quello che mi aspettavo, anche perché credevo che il lettore tipo fosse più giovane, invece qua si parla di ragazzi di 16-17 anni. Sono rimasta piacevolmente colpita e quindi non ho punti negativi da sottolineare. Per la serie tv, non è che non mi sia piaciuta, ma devo dire che hanno preso la storia generale a grandi linee e l’hanno rifatta un po’ come volevano, anche snaturando diversi personaggi. Non approvo, ma allo stesso tempo non vedo l’ora che esca la seconda stagione.

Voto 9/10
Che vampiri e mannari siano creature con le quali si può ragionare mi lascia ancora dubbiosa.

A chi lo consiglio
Come dicevo, è una lettura per ragazzi delle superiori. Poi dipende sempre dal livello di lettura della persona in particolare. Inoltre è ottimo per chi cerca romanzi con protagonisti queer, come dicono gli americani (non so se c’è una parola italiana per questo, dovrei consultare un dizionario aggiornato). Poi secondo me è un’ottima metafora contro il razzismo e le guerre senza senso, perché il messaggio di fondo è che alla fine siamo tutti umani.