Grimm – Non è solo una fiaba

Tralasciamo il fatto che ho abbandonato il blog per quasi un anno, diciamo che ho attraversato una specie di crisi esistenziale…

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Oggi vi voglio parlare di una serie televisiva che mi ha appassionato molto nelle ultime settimane: Grimm.

Grimm

L’idea di base è questa: le fiabe non sono sole fiabe, ma le creature mostruose o meravigliose di cui raccontano esistono davvero. I Grimm sono una stirpe con la straordinaria capacità di distinguere queste creature dai comuni mortali, cosa che gli esseri umani non sono in grado di fare. Di generazione in generazione, un Grimm trasmette i proprio poteri e le proprie conoscenze a un altro Grimm della famiglia, un figlio o un nipote, così che nei secoli il loro sapere segreto non vada perduto. Compito dei Grimm è trovare e uccidere “I Maligni”, che all’insaputa del genere umano controllano tutti i centri di potere del globo: organizzazioni internazionali, multinazionali, governi, tutto è in mano alle case regnanti (i vecchi nobili europei), i massimi esponenti dei Wesen, le creature a cui i Grimm danno la caccia.

Nick non sa di essere un Grimm, fa il poliziotto a Portland e la sua vite è sempre stata normale nonostante abbia perso i genitori da ragazzino. Tutte le sue certezze però verranno sconvolte quando l’anziana zia Marie arriva a Portland con la sua roulotte, e degli sconosciuti cercano in ogni modo di ucciderla.

Ho trovato molto affascinante questo recupero in chiave moderna delle fiabe, e man mano che si va avanti le cose si complicano in diversi modi, perché la maggior parte delle persone è all’oscuro della verità, poiché creerebbe panico, c’è chi vede qualcosa e crede di essere pazzo, ci sono rivelazioni e scene pressoché simili ogni volta che un nuovo personaggio viene messo al corrente di quello che sta effettivamente accadendo a Portland (da quando Nick acquisisce i poteri di un Grimm “attira” i Wesen e si moltiplicano gli efferati omicidi su cui si trova a indagare), ma tutto sommato la trama tiene, soprattutto perché c’è un filo conduttore che rende le puntate qualcosa di più di storielle a sé stanti. Proprio per questo motivo, ogni serie termina con un cliff-hanger e quello alla fine della terza è piuttosto frustrante, perché ribalta completamente la situazione.

Io aspetto con ansia che inizi la quarta, speriamo che non facciano scherzi!