The Familiars

Ciao a tutti! Come promesso, ecco a voi la recensione del libro che stavo leggendo in questa settimana: The familiars, di Adam Jay Apstein e Andrew Jacobson.

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Cosa accadrebbe se il destino del regno fosse in gravissimo pericolo e i maghi destinati a salvare la situazione venissero rapiti? Toccherebbe ai loro intelligenti e preparati famigli partire alla ricerca dei padroncini per salvarli! Ed ecco che tre animali abituati a svolgere il ruolo di semplici aiutanti dovranno cavarsela da soli nelle pericolose terre del regno, con l’unico pensiero di salvare i loro adorati maghetti (che sono tre adolescenti), per trovare alla fine della loro avventura una sorpresa inaspettata.

Una storia sull’amicizia e sul coraggio, dove i protagonisti scoprono le loro possibilità e imparano ad aver fiducia in se stessi. Un libro che insegna che la vita non si impara dai libri e che per crescere non basta sapersela cavare da soli, il tutto sempre raccontato dal punto di vista del gatto Aldwyn, attraverso le sue emozioni e i suoi sentimenti.

Un libro molto carino, da leggere tutto d’un fiato, perché prende moltissimo. Sicuramente ideato per una fascia d’età giovane, ma che si lascia apprezzare anche dai più grandi.

Sembra che diventerà un film, vediamo cosa combineranno.

Buona Apocalisse a tutti!

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Che succederebbe se a un povero diavolo che lavora da secoli per diffondere il male nel mondo venisse detto che i tempi si sono compiuti, che l’Armageddon è vicino e che il figlio del demonio in persona è giunto sulla terra? Se il diavolo in questione è Crowley, amante del mondo dei mortali, e amico dell’angelo Azraphel, niente è da dare per scontato. Infatti il figlio di Satana non finisce dove deve e si trasforma in un ragazzino normale, cresciuto in periferia e a contatto con la natura, circondato da amici leali e mosso da sentimenti ambientalisti grazie all’intervento indiretto di una moderna strega. Aggiungeteci un improbabile cacciatore di streghe, un mastino infernale che si trasforma in un botolo scodinzolante e un povero postino che senza saperlo chiama a raccolta i Quattro Cavalieri dell’Apocalisse (Guerra, Carestia, Inquinamento – sostituto di pestilenza – e, ovviamente, Morte).

Irriverente e divertente, ci fa vedere con occhi diversi molte delle teorie più diffuse sulla fine del mondo, strappandoci un sorriso anche su quegli argomenti che, raccontati in un altro modo, avremmo anche potuto prendere sul serio.

Si legge tutto d’un fiato, tra le riconoscibilissime caratteristiche della scrittura di Pratchett – Morte che parla tutto maiuscolo e la marea di godibilissime note a pié di pagina, tanto per citarne qualcuna – e gli interventi di Gaiman, che si notano soprattutto nelle descrizioni a tinte scure degli ambienti e nelle riflessioni disilluse sulla vita. Due stili e due linguaggi diversi tra loro, ma capacissimi di fondersi per creare un libro che è davvero unico.

Sparizione

So di aver abbandonato il blog, ma diciamo che ero troppo occupata a fare per trovare anche il tempo per scrivere. Con tutte le cose che mi hanno presa in questo periodo ammetto di essermi dimenticata un po’ del blog, cosa che peraltro mi ero ripromessa di non fare.

Il problema è che non ho visto film né letto libri che c’entrino con l’argomento di questo blog (anche se mi sto dando da fare per rimettermi in pari) e sinceramente non ho nessuna intenzione di trasformare quest’angolo del Regno delle Fate in un luogo dove fare commenti politici o di società. Ce ne sono tanti e io sono l’ultima persona al mondo in grado di giudicare queste cose. Mi ci interesso, com’è ovvio e necessario, ma non riesco a spenderci parole come invece faccio più che volentieri sul fantasy.

Quindi, a breve il commento di un nuovo libro che ho scovato (o meglio, che mi hanno passato), mentre decido quale dei libri di Pratchett rileggere in inglese. E nel fine settimana, facendolo rientrare nel tema del blog “perché sì”, vi racconto quel che penso di “Buona Apocalisse a tutti” di Terry Pratchett e Neil Gayman. 

Per ora vi auguro una buona serata e vi invito a fare un salto sulla pagina facebook.

Titania